Il disco di Nebra

Il DISCO di NEBRA: forgiato con il BRONZO citato da OMERO?

Felice Vinci

Il Disco di Nebra, ritrovato nella Germania orientale è di bronzo, e lo stagno che costituisce questo materiale veniva dalle miniere della Cornovaglia, come anche l’oro. Questo lascia pensare ad un’abilità marittima a lungo raggio. E se provenisse da Temesa, l’antica città omerica del bronzo? Estratto dal documentario “I Misteri della Cività Megalitica – integrale” intervista di EugenioMiccoli a Felice Vinci, autore dei “I Misteri della Cività Megalitica“, “Omero nel Baltico” e il nuovo “I segreti di Omero nel Baltico“, in esclusiva su MePiù.

l’Ingenier Vinci, dopo aver introdotto il trait d’union del megalitismo che lega le varie civiltà che hanno abitato questo pianeta, spiega come in ambito europeo ci siano stati dei trasporti a lunga distanza. Il famoso Disco di Nebra è di bronzo con riporti in oro ed è stato trovato una ventina di anni fa nella zona della Germania nord orientale in circostanze piuttosto complicate, insieme con due spade di tipo miceneo.

Questo disco, esaminato recentemente dal punto di vista metallografico, è stato sotto vigile occhio di diversi studiosi, i quali hanno concluso che lo stagno che costituisce questo bronzo veniva dalle miniere della Cornovaglia ed anche l’oro veniva da lì. Ma la Cornovaglia non è a due passi dalla Germania orientale e presuppone un’abilità marittima a lungo raggio. Infatti Vinci ammette di aver già ipotizzato ciò quando ha fatto la sua trasposizione nordica di “ Omero nel Baltico ”, dove si parla di un mercato del bronzo, l’unico citato da Omero, che si trova a Temese, che non era nient’altro che il Tamigi, perché il Tamigi potrebbe essere una via fluviale le cui sorgenti sono appunto in direzione della Cornovaglia, dove c’è lo stagno. Lo stagno è molto difficile da trovare, però è un costituente essenziale per fare il bronzo che a differenza del rame è una materia molto dura, permette di fare armi con un bel filo e soprattutto non si ossida.

Il mercato del bronzo sta quindi nel Temese, praticamente doveva essere il punto di arrivo dello stagno proveniente dalla Cornovaglia. Lì praticamente, come illustra Vinci, arrivavano da tutta Europa, da tutta la Scandinavia e forse anche da altrove, a prendersi il bronzo, fatto appunto con lo stagno della Cornovaglia. Per cui import-export di metalli era un discorso importantissimo di questa antica civiltà megalitica.